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28 | 08 | 2008
L'Istituto
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Circolo didattico di Pozzomaggiore


Il circolo didattico di Pozzomaggiore, in funzione dall’immediato dopoguerra, ha tradizionalmente compreso le scuole di Pozzomaggiore, Padria, Mara, Cossoine e Semestene, paesi viciniori che costituiscono un sub territorio assai omogeneo, con fitte relazioni socio-economiche e con specifiche identità comuni. A partire dagli anni 70, si sono prodotti vari rimescolamenti nella composizione dei comuni del circolo, dovuti ad alchimie e/o meccanismi di razionalizzazione, che hanno comportato, nell’ordine, il passaggio nel 77/78 di Cossoine a Bonorva e di Mara a Pozzomaggiore; nell’89/90 la soppressione del circolo medesimo a beneficio di Bonorva per un solo anno; l’accorpamento di Romana a Pozzomaggiore dal 90/91 al 97/98; il passaggio di Semestene a Bonorva dal 1/9/93; il ricongiungimento di Cossoine nel 97/98 al circolo di Pozzomaggiore.
L’ossatura del corpo direttivo e docente é stata, per lunghi anni, costituita da personale residente in loco. La responsabilità del circolo, per esempio, per vari decenni é stata affidata alla Dr.ssa Lidia Alasia di Pozzomaggiore, cui, per un solo anno, é succeduta una giovane direttrice di Verona.
Per vari anni, successivamente, il circolo non ha avuto direttore titolare, fino all’istituzione dell’Istituto Comprensivo nell’anno scolastico 1997/98.

Nonostante la buona volontà dei vicari e dei direttori a scavalco, l’assetto e l’incisività dell’istituzione ne hanno ovviamente risentito. Anche il corpo docente è stato tradizionalmente composto da insegnanti del luogo, fortemente contestualizzati nell’ambiente; negli ultimi anni, però, si va pronunciando il fenomeno del pendolarismo, oltre che da Sassari, dalla Planargia e dal Macomerese: il che, comunque, non altera, anzi arricchisce con apporti nuovi la generale omogeneità dell’impianto culturale e anche linguistico (si pensi alla matrice della lingua sarda).
Le scelte formative del circolo, nell’adesione convinta ma non meccanica ai programmi, vecchi e nuovi, hanno sempre perseguito la valorizzazione dei bambini, delle relazioni con le famiglie e, più in generale, dell’ambiente di riferimento, specificatamente connotato da storia, elementi socio-economici, costumi e tradizioni, matrici linguistiche, valenze culturali.
Anche in funzione di questa situazione si sono poste le opzioni, in varie occasioni effettuate, per fasi anche lunghe di sperimentazione, per progetti-pilota (“Progress”, per esempio), per collaborazioni strutturate con gli Enti Locali, per la funzionalizzazione delle metodologie e il consolidamento delle competenze degli operatori.
Lunga e anche abbastanza fattiva é ormai la consuetudine generalizzata a tutto il circolo con le esperienze di tempo pieno, basate sul contemperamento dei curricoli più dichiaratamente cognitivi con attività e sperimentazioni integrative su lingua e cultura sarda, attività grafico-pittoriche, educazione alla legalità, ricerca etno-antropologica, attività motorie e sport, teatro.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 21 aprile 2008 23:27 )